| Agricoltura |
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Pagina 1 di 3 Dalla Burocrazia alla Certezza del Mercato - Piano Regionale per Salvare l'Agricoltura Sarda La Sardegna agricola oggi Decenni di finanziamenti a pioggia hanno “inondato” le campagne di soldi ma, proprio come succede in natura, arrivando in modo indiscriminato e spesso inutile, si sono persi, proprio come fa la troppa pioggia che si perde in mare e non riempie i bacini. Sprecare anche l’ultima “piena” è un lusso che non possiamo permetterci. Il documento che segue è una breve sintesi del progetto elaborato da un tavolo di lavoro permanente, costituito dalle principali associazioni datoriali (Api Sarda, Confartigianato, Confcommercio, Confindustria, Coldiretti) e sindacali (CGIL, CISL) delle provincie di Nuoro e Ogliastra. I problemi di un settore allo sbando sono noti ed in sintesi i seguenti: - Riduzione della produttività e quindi del reddito nelle campagne; - Bassa attrattività del lavoro di campagna; - Abbandono dei territori e spopolamento; - Comparto orientato alla burocrazia/produzione e poco al mercato; - Diversificazione selvaggia del reddito agricolo sempre meno dipendente dalla produzione di materie prime - Tendenza a ridurre drasticamente le risorse destinate all’agricoltura dopo il 2013. I fondi della PAC 2007/2013 ed il PSR della Regione sono l’ultimo treno per salvare l’agricoltura, concentrando gli investimenti in modo mirato, senza sprecarli, verso: - Il produttore di materia prima e la sua famiglia come fulcro di tutti gli interventi in agricoltura; - L’integrazione reddituale del suddetto produttore con attività multifunzionali private e pubbliche; - Le filiere eccellenti attorno alle quali costruire un reddito agricolo accettabile per il comparto primario; - La promozione dei prodotti sardi nel mondo per facilitare gli scambi commerciali internazionali; - L’impegno diretto pubblico nel costruire reti commerciali e favorire la vendita dei prodotti tipici sardi; - Una collaborazione fattiva con un Ministro dell’Agricoltura “amico” della nostra Sardegna. |





